Carabinieri mettevano droga nelle auto durante i posti di blocco, poi ricattavano i passeggeri. Due arresti.

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Certe notizie sono sconcertanti, specie se riguardano figure che invece dovrebbero proteggerci e garantire la legalità. Fortunatamente casi come questo sono più unici che rari e, come in questo caso, vengono scoperti con le dovute punizioni per i colpevoli. In questo caso parliamo di due carabinieri di Mogoro (ridente cittadina della Sardegna) che, pur di fare soldi, erano pronti a tutto. I due, durante i normali posti di blocco, erano pronti a sistemare droga nella macchina del malcapitato di turno o a incastrarlo con l’alcoltest in cambio di 10mila euro. In pratica uno dei due faceva scendere il passeggero dall’auto e  l’altro, nel frattempo e di nascosto, andava a mettere un sacchetto contenente falsa cocaina nel cruscotto della macchina. Dopo aver fatto finta di aver trovato questa cocaina, i due carabinieri rassicuravano il passeggero dicendogli che non avrebbero fatto alcuna denuncia se in cambio avessero ricevuto 10 mila euro.

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Altre volte, dopo aver eseguito l’alcol test, facevano finta di aver rilevato una soglia di alcol superiore e chiedevano una somma in cambio per chiudere un occhio. Insomma, estorsioni in piena regola.

I carabinieri “infedeli” di Mogoro pianificavano ogni dettaglio in collaborazione con alcuni investigatori privati, e le indagini riguardano fatti che sarebbero iniziati nel 2012.

È quanto emerso oggi nel processo che vede sul banco degli imputati Mario A. e Massimiliano M. che, 6 anni fa quando scattarono le manette per il comandante della compagnia di Mogoro e per alcuni investigatori, erano rispettivamente maresciallo e appuntato al nucleo radiomobile.

I due carabinieri (assistiti dagli avvocati Franco V. e Veronica D.) devono rispondere delle accuse di peculato, estorsione e falso.

Nel processo si sono costituiti parte civile Ugo Z. e Massimiliano S. (difesi da Rossella O. e Rita Chiara F.). Proprio il signor Massimiliano S. (accusato, ingiustamente, di detenzione di cocaina.) ha denunciato il reato di estorsione, contribuendo a dare un’accelerata alle indagini.

Il processo proseguirà il 10 gennaio. Ovviamente, se si accerterà che sono davvero colpevoli, non potranno essere degni di indossare una divisa così importante come quella dell’Arma.

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